Chi era Udo Ulkfotte, autore di “Giornalisti comprati”
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di Enrico Vigna, febbraio 2020
E’ finalmente disponibile in italiano, grazie al coraggio e alla risolutezza dell’editore Giuseppe Zambon ed al lavoro di traduzione e cura del Prof. Diego Siragusa, questo testo del giornalista tedesco Udo Ulkfotte, di importanza fondamentale per chiunque si batta per la verità e la giustizia, sul coinvolgimento delle Agenzie di intelligence nei media tedeschi e in generale.
Qui
un profilo di questo coraggioso e retto giornalista.
Udo Ulkfotte nato a Ljppstadt, Germania ovest il 20 gennaio 1960 è stato un noto giornalista tedesco
e anche autore di numerosi libri. Ha
lavorato per 25 anni come giornalista, di cui 17 trascorsi alla Frankfurter
Allgemeine Zeitung (FAZ). Durante questo periodo ha scritto oltre 3400
articoli per il principale quotidiano tedesco, rivestendo diversi ruoli, tra
cui giornalista di guerra e redattore di questioni di politica estera.
Morì il 13 gennaio 2017, in circostanze “strane”, in quanto fu trovato morto nella sua abitazione e il governo tedesco dichiarò che si era trattato di un
infarto, ma senza alcuna autopsia fu cremato affrettatamente, togliendo così
per sempre ogni possibilità di indagini più regolari ed approfondite.
Dopo oltre 17 anni di carriera, il giornalista ha rivelato,
per diretta testimonianza, come i governi e le Agenzie di intelligence usano e sfruttano
i media per scopi di propaganda. Udo Ulkfotte, si era pubblicamente vergognato
del proprio coinvolgimento nella divulgazione e nella diffusione di
informazioni e storie false. Aveva dichiarato che la situazione nel mondo di
guerre, morti, devastazioni di interi paesi e popolazioni, era diventata troppo
pericolosa e per lui moralmente insostenibile, per non svelare apertamente i
vari interessi dietro ogni articolo e il ruolo annientante che possono avere i
professionisti dell’informazione e quindi la loro oggettiva complicità nei più
tragici eventi.
In alcune interviste quand’era ancora in vita, dichiarava: “…erano anni che
avevo cominciato a scrivere questo libro…poi ho sentito che era arrivato il
momento giusto per finirlo e pubblicarlo, perché sono profondamente preoccupato
per la crisi ucraina e per le possibili conseguenze devastanti per tutta
l’Europa e tutti noi… Non sono affatto filo-russo, ma è chiaro che molti
giornalisti seguono ciecamente e pubblicano qualunque cosa l'ufficio stampa
della NATO gli fornisca. E questo tipo di informazioni e rapporti del sono
completamente unilaterali….Nel mio paese temono questo libro perché ho
nominato innumerevoli giornalisti che collaborano con il Bundesnachrichtendienst
( BND), la CIA o intrattengono rapporti stretti con
altri servizi di intelligence. I giornalisti coinvolti sono molto probabilmente
scioccati nel vedere il proprio nome stampato in un libro. Ma cosa possono
fare? Ho usato un numero enorme di citazioni, riferimenti e tutte le prove di
quanto scritto sono in mio possesso….”.
In un'altra intervista rilasciata precedentemente,
aveva dichiarato che i giornalisti vengono spesso avvicinati di nascosto. Usufruiscono
di “compensi” sotto forma di regali, di viaggi gratuiti, opportunità di “networking”
cioè di entrare in una rete di relazioni precostituite dalle varie
Agenzie, funzionali alla propria carriera e lavoro; gestite in “background”,
usufruendo cioè di informazioni predeterminate su dati e trame
celate di un avvenimento o di un complesso di fatti e circostanze che fanno da
sfondo a un avvenimento e lo spiegano in un’ottica predefinita.
Egli ha raccontato di quando si rese conto per la prima volta di essere stato
usato come un mero strumento di propaganda: “... è chiaro come il giorno che
gli agenti di vari Servizi fossero negli uffici centrali della Frankfurter
Allgemeine, il posto in cui ho lavorato per 17 anni. Gli articoli sono apparsi sotto
il mio nome più volte, ma non erano un mio prodotto intellettuale. Una volta fui
avvicinato da qualcuno dell'Intelligence tedesca e della CIA, i quali mi dissero
che avrei dovuto scrivere di Gheddafi e di denunciare come stava cercando di
costruire in segreto, una fabbrica di armi chimiche in Libia. Non avevo
informazioni su nulla di tutto ciò, ma loro mi mostrarono vari documenti, io dovevo
solo apporre il mio nome sull'articolo. Ritenete che questo possa essere
chiamato giornalismo? Penso di no. Questo è un tradimento dei lettori che
pensano di poter ottenere informazioni reali per potersi fare delle loro
opinioni, ma in realtà acquisiscono soltanto materiale di propaganda…Sì, so che
cosa state pensando. Perché non mi sono rifiutato…L'ADAC, il più grande club
automobilistico tedesco, aveva un dipendente che lavorava per il suo servizio
di salvataggio in elicottero, che si rifiutava di collaborare segretamente con
il BND. Fu immediatamente espulso dall'ADAC , lui gli fece causa e andò in
tribunale, ma i giudici hanno deciso che una persona non può rifiutarsi di
lavorare con il BND, e non è un problema che uno possa perdere il lavoro per il
suo rifiuto, è solo una sua scelta. Capisci? Capisci cosa sto dicendo? Non
volevo diventare un disoccupato…”.
Ad una domanda dell’intervistatore del perché, se il giornalismo è gestito così
estesamente dai Servizi di intelligence, come mai lui il è primo a voler dire
la verità, Ulkfotte rispose: “…Qualsiasi giornalista che parlasse di questo
problema, verrebbe immediatamente licenziato. La mia casa è stata perquisita
sei volte, ho avuto tre attacchi di cuore ma non ho figli a cui pensare. Sono
libero, senza vincoli finanziari. Voglio lasciare questo mondo con la coscienza
pulita e non voglio più che le menzogne mi opprimano. Mi vergogno profondamente
del cosiddetto lavoro svolto per la Frankfurter Allgemeine. Me ne vergogno.
Le persone per cui ho lavorato sapevano tutto ciò che facevo da sempre. E la
verità deve venire fuori. Non si tratta solo di Frankfurter Allgemeine,
questo è l'intero sistema che è corrotto fino in fondo….Finora, la FAZ
non ha risposto ufficialmente a nessuna delle accuse scritte nel mio libro. Non
hanno reagito e non mi hanno mai contattato. Li informai prima ancora che il
libro fosse pubblicato e quella volta hanno detto che mi avrebbero fatto causa…Mi avevano informato per iscritto che
avrebbero presentato una denuncia al Tribunale contro di me, per violazione
della legislazione penale, civile e del lavoro, nonché degli standard aziendali
nel giornalismo. Invece poi il silenzio. E
così anche nessuno dei nomi indicati ha fatto passi legali…i cosiddetti
giornalisti Alpha, coloro cioè che hanno stretti legami con le élite politiche
occidentali e le loro Agenzie, e che scrivono solo ciò che viene loro detto di
scrivere… Molti altri vogliono mettermi in
prigione perché ho rivelato "segreti di stato". Forse varrebbe la
pena per me volare a Mosca come Edward Snowden e chiedere asilo lì. Aspettiamo
e vediamo come reagiscono i leader della Repubblica delle banane in Germania,
perché ora sono stati compromessi, e tutti possono leggere nel mio libro come
viene generata l'apparenza di una stampa libera e che la democrazia in Germania
è solo un'illusione” .
In un'altra intervista a un giornale russo nel 1914, il VZ, dichiarò: “…giorno dopo giorno ho continuato a guardare gli americani nei notiziari, ancora una volta preparandomi per la loro prossima guerra. Questa volta è in Ucraina contro la Russia. Ma è sempre lo stesso gioco. Nemmeno un completo idiota avrebbe potuto ignorare la propaganda unilaterale statunitense anti Mosca dopo lo schianto del volo malese MH17. Gli americani avevano anche preso in considerazione l'idea di far saltare in aria una centrale nucleare in Ucraina e di insistere sul fatto che i colpevoli fossero separatisti o russi. Lo sentivo ripetere continuamente. È inconcepibile!...". Non è successo questo, ma qualcuno si ricorderà dell’aereo malese abbattuto in Ucraina, con i russi e i separatisti ucraini, da subito accusati e additati come criminali su tutti i media occidentali? Mai sono state portate prove, anzi i riscontri finora portano a Kiev. La logica denunciata da Ulkfotte.
A una domanda sulle ricompense per scrivere articoli filoamericani e quanto è redditizio essere un giornalista filoamericano in Germania, così rispose: “... Non ho avuto soldi, ho avuto regali. Cose come orologi d'oro, attrezzature subacquee e viaggi, vacanze in hotel a cinque stelle. Conosco molti giornalisti tedeschi che a un certo punto hanno potuto approfittarne per acquistare case per vacanza all'estero. Ma molto più importante del denaro e dei doni, è il fatto che ti viene offerto supporto se scrivi pezzi che sono filoamericani o filo NATO. Se non lo fai, la tua carriera non andrà da nessuna parte, ti ritroverai assegnato a sederti in un ufficio e ordinare le lettere all'editore. …Quando vai negli Stati Uniti anche più volte, non devi mai pagare nulla, sei invitato a intervistare politici americani, ti accosti sempre di più ai circoli del potere. E allora tu vuoi rimanere all'interno di questo cerchio dell'élite, quindi scrivi per far loro piacere. Tutti vogliono essere un giornalista di notorietà che ha accesso esclusivo a politici famosi. Ma una frase sbagliata e la tua carriera come giornalista di notorietà è finita. Lo sanno tutti. E tutti sono d'accordo…”.
Ulkfotte ha anche sempre reso onore a quei politici
e giornalisti di media minori, che in Germania spesso vengono additati come
filorussi, solo perché hanno vedute e proposte per logiche negoziali e
portatrici di pace: ”… Questi cosiddetti "simpatizzanti russi",
sono persone per bene e sincere. Lo dico, anche se non sono schierato
politicamente con loro. Ma rispetto la loro integrità morale. Il fatto che
vengano presi di mira è tipico delle Repubbliche delle banane come la Germania,
dove ogni deviazione dall'opinione comune è severamente repressa. I
politici tedeschi sono marionette statunitensi …Onore a coloro che non sono
asserviti.”.
Prima di morire Ulkfotte aveva annunciato che stava lavorando a un libro sul ”follow-up”,
di osservazione e monitoraggio, con ancora più fatti e prove specifici, sulla
congiunzione tra giornalisti e le Agenzie di intelligence, utilizzando una rete
di amicizie e relazioni di sua fiducia, in molti paesi del mondo, con cui si
scambiavano documentazioni e informazioni riservate…Forse questo l’ha portato
all’infarto e…alla cremazione frettolosa?
Enrico Vigna, CIVG - febbraio 2020
Udo Ulfkotte è morto, uno dei giornalisti più coraggiosi ci ha lasciato. Ha combattuto per la verità e la giustizia . Chissà quanto Udo ha dovuto sopportare e accettare sulla terra, chissà che la sua strada sarà ora più facile, laggiù, nell'altro mondo.
Per alcuni anni ho lavorato con Udo. Un grande modello, una persona seria e onesta . Uno che voleva solo una cosa: informare…
Udo Ulfkotte si era guadagnato l'odio dei suoi avversari procurando loro coraggiosamente, uno specchio. Con quasi tutto il mainstream che ha attraversato, è stato il primo ad mandare in tribunale i "giornalisti di qualità", ad accusarli di falsità, a metterli in guardia e a chiedere sincerità e impegno giornalistico.
Il suo sguardo limpido era sempre focalizzato molto più avanti, mentre altri "scout" spesso ansimavano dietro….
Chiunque legga il rapporto ufficiale sulla morte di Udo, i necrologi sul giornalista "controverso", Udo Ulfkotte, può pensare che devono essere persone malate. Nemmeno ora sono in grado di fermare la loro miserabile e abietta puzza… Dove non c'è nulla, non puoi aspettarti nulla.
"Se avessi dei figli, non sarei stato in grado di fare queste scelte", disse una volta Udo in un'intervista che avevo avuto con lui. “La pressione che si eserciterebbe su di loro sarebbe insopportabile, nella loro vita quotidiana, a scuola. Non sarei mai stato in grado di sopportarlo”.
La sua mente era sempre dura, ma il cuore di Udo era morbido come il burro.
Perdiamo uno dei migliori giornalisti in Germania e una persona sensibile e molto brava. Non dovremmo mai dimenticarlo: Udo Ulfkotte ha fatto molto per tutti noi. Tutti i suoi libri saranno documenti storici del futuro, saranno testimonianza della follia che stiamo vivendo qui e di cui solo pochi vogliono ancora sapere. E se non mi sbaglio, un giorno Udo Ulfkotte sarà un eroe popolare e i bambini a scuola conosceranno il suo nome. Ma fino ad allora dovremo percorrere molti percorsi accidentati, e sarà davvero dura per tutti noi, mentre dobbiamo pensare sempre a come Udo era un uomo giusto. Caro Udo, grazie di tutto !!!
P.S.:
ho appena visto che ci sono giornalisti mainstream (di Spiegel e ARD) che
prendono in giro la morte di Udo Ulfkotte. Non c'è quasi nulla di più
disgustoso!
Eva Hermann